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Chirurgia Mininvasiva

Il piede diabetico PDF Stampa E-mail

Per “piede diabetico” si intende una condizione clinica in cui compaiono lesioni vascolari e/o nervose che compromettono la funzione e l’anatomia del piede fino alla comparsa di deformità, ulcere, gangrena ed infezioni. Il diabete, ancora oggi, rappresenta la causa principale di amputazioni non traumatiche dell’arto inferiore(vedi Fig.1). Al fine di ridurre la percentuale di tali amputazioni sono importanti non solo l’idoneo trattamento delle lesioni già istauratesi ma anche una corretta prevenzione di tali lesioni.

La vasculopatia periferica, responsabile dell’ischemia tissutale, e la neuropatia sensitivo motoria ed autonomica, responsabili della perdita della sensibilità tattile, termica e dolorifica, portano allo sviluppo di ulcere (vedi Fig.2) osteomieliti e gangrene.

Il piede vasculopatico è freddo, spesso cianotico, con polsi periferici assenti o ridotti, la cute è sottile, i pazienti sono claudicanti e presentano una ipotrofia muscolare.

Il piede neuropatico è solitamente caldo, secco ed ipercheratosico, presenta una sensibilità compromessa tanto che la sintomatologia dolorosa può risultare ridotta o assente. La neuropatia motoria è invece causa di deformità , specie delle dita, responsabili di attrito tra calzatura e piede.

E’ fondamentale per una corretta prevenzione analizzare la deambulazione del paziente e l’assetto statico e dinamico del piede al fine di correggere, dove possibile, con ortesi, i disordini posturali e le anomalie dell’appoggio che potrebbero predisporre alla formazione di lesioni ulcerose. Nel caso in cui esistano già delle deformità delle dita e/o del piede l’uso di un plantare personalizzato e di una calzatura idonea, riducendo l’attrito tra le deformità stesse e la scarpa, può ridurre il rischio di comparsa di ulcere.

Quando le ulcere si sono istaurate il trattamento diviene più difficile. Le lesioni ulcerative possono essere classificate in diversi modi, la classificazione più utilizzata è quella di Wagner che le distingue in base alla profondità della lesione.

Classificazione di Wagner (1983)

stadio

Caratteristiche

0

Assenza di ulcera, ma piede a rischio

1

Ulcera superficiale senza coinvolgimento del sottocute

2

Ulcera profonda senza interessamento osseo

3

Ulcera profonda con interessamento osseo

4

Gangrena localizzata (dita, avampiede,calcagno)

5

Gangrena diffusa (tutto il piede)

Il trattamento delle ulcere di 1° e 2° prevede una terapia antibiotica mirata, frequenti medicazioni, effettuate in ambulatori specializzati con personale dedicato, courettage chirurgico, controllo della glicemia e utilizzo di calzature adeguate o tutori. In caso di ulcere localizzate alla regione plantare può essere necessario il confezionamento di un apparecchio gessato (vedi Fig.3) che permetta “lo scarico” dell’ulcera senza impedire la deambulazione.

In alternativa al gesso, è possibile utilizzare dei tutori, attualmente sempre più sofisticati. Ultimamente inoltre si possono utilizzare dei supporti per la pianta del piede che, una volta acquistati dal paziente, possono essere modellati ambulatoriamente dallo specialista a seconda delle situazioni.Nei casi più avanzati possono essere risolutivi interventi di chirurgia vascolare con tentativo di“salvataggio del piede” o possono rendersi necessari interventi di amputazione circoscritta.

Nelle ulcere di quinto grado è invece necessaria un’amputazione più massiva.

 

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